La parte orientale di Mori, verso l'Adige, porta il toponimo «Seghe»: qui l'acqua delle rogge muoveva segherie e piccoli opifici, tra cui fornaci che cuocevano le argille del fondovalle in mattoni e tegole.
Con l'elettrificazione e l'espansione industriale del Novecento queste attività sono scomparse quasi senza lasciare traccia: restano i nomi delle vie e qualche muro.
